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L'umano nell'era dell'intelligenza artificiale - Psicoterapia, supervisione, formazione, dialogo e confronto professionale.
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La patologia e il disagio che la persona manifesta, secondo la psicoterapia Gestaltica sono le interruzioni al confine tra l’individuo e l’ambiente, ossia tutte quelle situazioni che impediscono il processo di adattamento creativo tra pensieri, azioni,  comportamenti ed emozioni che condizionano uno scambio soddisfacente tra la persona, l’altro e l’ambiente. 

Le procedure gestaltiche mirano infatti a portare la persona ad accettarsi nel suo modo di essere, dirigendo l’attenzione verso sentimenti e pensieri personali, riferiti al presente (qui e ora), e non al passato o al futuro. L’obiettivo è quello di aiutare la persona a sperimentare il reale piuttosto che ad immaginarlo, focalizzando l’attenzione sulle sensazioni corporee, sul respiro, sui movimenti, sui disagi e facendogli simulare dialoghi con figure significative della sua vita perché siano chiarite le “questioni in sospeso” o “gestalt interrotte”.
La metodologia e la fenomenologia della Gestalt si riferiscono all’esperienza immediata, alla sensazione emergente e alla consapevolezza che si produce nell’esperienza dell’incontro relazionale. Sono infatti determinanti nella metodologia e nelle tecniche usate la  relazione dialogica e le esperienze consapevoli di sensibilizzazione.
Infatti la Gestalt consente di accresce l’espressività emozionale, la sensibilità corporea, l’assertività e la creatività delle persone. Per la Gestalt infatti il Sé è una funzione di adattamento creativo che consente lo scambio in divenire tra l’individuo e l’ambiente, tra mondo interno e mondo esterno.


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Parole di presenza

Posso delegare le parole.

Posso delegare la memoria.

Posso delegare persino il silenzio.

 

Non posso delegare il tremore.

Non posso delegare lo sguardo che rimane.

Non posso delegare il momento in cui qualcosa si rompe.

 

E io sono lì.

 

Questo è il lavoro.

Questo è il contatto.

 

La presenza non si delega. 


Workshop 2026

 

PSICOTERAPIA AUMENTATA. 

Empatia e confini quando l'IA entra nella stanza.

 

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