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Le tre funzioni del Sè sono infatti:

Es ossia la percezione sensoriale (corporea) delle stimolazioni che possono giungere dall’interno e/o dall’esterno della persona;
Io ossia la definizione dei bisogni e la propria identificazione con essi
Personalità ossia il definirsi nella propria storia in divenire, che consente l’integrazione nella persona dell’esperienza della soddisfazione dei bisogni emersi
Tali funzioni si dispiegano nell’ambito del ciclo del contatto, ossia quel ciclo che permetta alla persona di viversi pienamente l’esperienza soggettiva e che si struttura in quattro fasi:
Pre- contatto è la fase in cui l’organismo viene mobilitato da uno stimolo interno o esterno (é attivo l’Es);
Contatto è la fase della decisione responsabile di quale azione compiere verso l’ambiente e quindi l’orientamento da seguire (è attivo l’Io):
Contatto pieno è la fase di realizzazione costruttiva dell’esperienza volta a modificare la realtà e accompagnata dal senso di compimento (fase di “masticazione” dell’esperienza e di cambiamento in cui è ancora attivo l’Io)
Post-contatto è la fase dell’assimilazione e dell’integrazione dell’esperienza nella dimensione storica ed evolutiva della persona.
Si potrebbe quindi riassumere la teoria della Gestalt attraverso i seguenti principi:
- che le emozioni non sono sempre controllabili dalla volontà,
- che siamo sempre responsabili di ciò che facciamo indipendentemente da ciò che sentiamo,
- che quando abbiamo una piena consapevolezza del mondo che ci circonda possiamo determinare le nostre azioni in modo chiaro e consapevole,
- che possiamo raggiungere diversi obiettivi indipendentemente dal nostro sentire,
- che ogni momento è unico e siamo tutti coinvolti in un processo di cambiamento
- che il mondo reale risponde alle nostre azioni e non alla nostre emozioni o alla nostra volontà implicita, che la teoria paradossale del cambiamento costituisce il cuore della teoria della Gestalt: è possibile crescere soltanto diventando ciò che si è.


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Parole di presenza

Posso delegare le parole.

Posso delegare la memoria.

Posso delegare persino il silenzio.

 

Non posso delegare il tremore.

Non posso delegare lo sguardo che rimane.

Non posso delegare il momento in cui qualcosa si rompe.

 

E io sono lì.

 

Questo è il lavoro.

Questo è il contatto.

 

La presenza non si delega. 


Workshop 2026

 

PSICOTERAPIA AUMENTATA. 

Empatia e confini quando l'IA entra nella stanza.

 

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