Olimpia Armenante
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Biblioterapia


La Biblioterapia ossia il valore della lettura come coadiutore nella terapia 

 

Quante volte vi sarà capitato di leggere un libro e di avere la sensazione di aver trovato la risposta giusta al momento giusto? Nella mia storia personale i libri sono stati validi compagni di viaggio. Spesso, grazie alla lettura, sono riuscita a dare un nome e un senso ad esperienze personali che sembravano non averne. Nei libri ho trovato risposte e soluzioni a momenti di vita personale e professionale. Grazie alle parole degli autori sono riuscita a dare voce a emozioni che avevo difficoltà a esprimere, e a ridimensionare quelle che invece provavano a prendere il sopravvento. Nei libri ho trovato altre realtà, che mi hanno permesso di accendere la fantasia e di immaginare nuove possibilità — prima nella mia testa, per poi progettarle e realizzarle nella mia realtà. Lo stesso libro, letto in momenti diversi della mia vita, mi ha portato a nuove riflessioni, emozioni, insight e consapevolezze. Questo amore per i libri mi ha spronata a utilizzarli come validi co-terapeuti all’interno del mio setting. È stato bello vedere come la lettura abbia consentito ai miei clienti di affrontare e liberare i propri vissuti e le proprie emozioni, pensando a nuove modalità per fronteggiare le medesime situazioni e modificando quelle che generavano disagio.

 

In questo modo ho visto nascere nella persona la consapevolezza della non unicità ed esclusività della difficoltà che stava attraversando.

 

La biblioterapia mi ha aiutata moltissimo soprattutto con quelle persone — in particolare i bambini o le persone più chiuse — che avevano difficoltà a esplicitare pensieri e disagi. La lettura e i libri sono stati strumenti terapeutici di crescita e di cambiamento.

 

La letteratura in merito ci dice che è possibile utilizzare la biblioterapia nell’ambito dell’evoluzione personale e del cambiamento, sia del singolo che dei gruppi, durante il percorso di psicoterapia, nei percorsi di auto-aiuto e nei processi formativi e informativi dei professionisti della salute e degli educatori.

Nella mia esperienza ho avuto modo di sperimentare come la lettura stimoli la consapevolezza della persona — chi sono e cosa voglio — e aiuti e velocizzi l’emergere dei contenuti durante la psicoterapia. Il libro diventa quindi un proseguimento della terapia fuori del luogo e del tempo deputati a essa, attraverso il quale poter continuare l’alleanza terapeutica e sviluppare le risorse per una migliore gestione del disagio psicologico portato nel setting. L’ho usata con il cliente, e a volte è stato utile dare indicazioni di lettura anche ai familiari di chi stava facendo un percorso di psicoterapia, per ampliare il raggio d’azione della stessa, ottenendo risultati importanti e duraturi in tutto il sistema così coinvolto.

 

Ho utilizzato testi scientifici e tecnici — come manuali di auto-aiuto — e romanzi che, attraverso l’identificazione con i personaggi e con la storia, hanno facilitato riflessioni ed evocazioni emotive. Tra i risultati raggiunti con la biblioterapia si annoverano il miglioramento del senso di autoefficacia, il self-empowerment, l’autostima, le capacità di problem solving, l’assertività, la comunicazione intra e interpersonale.

 

Confermata dalla ricerca clinica, ho avuto modo di utilizzare la biblioterapia soprattutto nel trattamento dei disturbi del comportamento alimentare, nei disturbi d’ansia, nelle fobie, negli attacchi di panico, nel disturbo ossessivo-compulsivo, nella depressione, nei disturbi sessuali, nella psicoeducazione, nel trattamento delle nuove dipendenze (da lavoro, da internet, da gioco d’azzardo e da shopping compulsivo), dello stress, di abusi e traumi, del mobbing, nelle difficoltà di inserimento sociale e del bullismo. La biblioterapia si è rivelata un ottimo co-terapeuta anche nel trattamento del lutto reale o fantasmatico — separazioni, divorzi — in casi di adozioni e affidamenti, nella risoluzione dei conflitti e nella violenza in famiglia. Al di là delle patologie conclamate, la biblioterapia si è rivelata utile con tutte quelle persone che hanno manifestato un disagio per aver smesso di dare spazio alle proprie esigenze, o quando hanno deciso di ricominciare a dare importanza al senso della propria vita, a pensare a sé stesse.

 

La biblioterapia è un processo interattivo da fare con il cliente e insieme al cliente. Scelgo il libro in relazione al disagio portato dalla persona e ai suoi gusti, poiché nella lettura l’immaginazione è molto importante ed è più facile avere un’intensa attività creativa leggendo qualcosa in relazione con il proprio mondo di interessi. In questo caso la lettura aiuta a favorire l’adattamento alla realtà e aumenta la capacità di sentirsi protagonisti della propria vita.

 

Come afferma Camon: “Chi vive, vive la propria vita; chi legge vive anche le vite degli altri. Ma poiché una vita esiste in relazione con le altre vite, chi non legge non entra in questa relazione e dunque non vive nemmeno la propria vita. La perde. La scrittura registra il lavoro del mondo.”

Leggere aiuta a prendersi cura di sé. 

I libri regalano benessere, confortano e sanno nutrire. Spesso diventano amici fedeli e sinceri, capaci di accompagnarti sia quando è piacevole farlo sia quando non lo è. Aiutano le persone a ritrovare il proprio baricentro interno, da cui ripartire nella propria vita per costruirla in funzione dei propri bisogni, dei propri vissuti e delle proprie esperienze.

 

“È possibile che la letteratura possa guarire? Sì. Le parole hanno una funzione salvifica, per chi le scrive e per chi le legge.”

(M. Belpoliti)


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Parole di presenza

Posso delegare le parole.

Posso delegare la memoria.

Posso delegare persino il silenzio.

 

Non posso delegare il tremore.

Non posso delegare lo sguardo che rimane.

Non posso delegare il momento in cui qualcosa si rompe.

 

E io sono lì.

 

Questo è il lavoro.

Questo è il contatto.

 

La presenza non si delega. 


Workshop 2026

 

PSICOTERAPIA AUMENTATA. 

Empatia e confini quando l'IA entra nella stanza.

 

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